venerdì 5 dicembre 2008

NONNA CONVILIA


Questo post, offertoci da ROMY, parla da solo, io non mi sento di aggiungere altro a quello che è già stato scritto, vi posso solo consigliare di mettetevi comodi e aprite il vostro cuore per assaporare questo meraviglioso racconto.


Grazie Romy,
ti abbraccio
Panna


Vi presento la mia nonna: si chiamava Convilia. Ormai sono sette anni che non c'è più, ma non c'è giorno che io non le dedichi almeno un pensiero.
Era una donna forte,e un' instancabile lavoratrice.
Io le devo moltissimo: è anche grazie ai suoi sacrifici che la mia mamma ha potuto diventare professoressa, e che io una volta sposata, ho potuto comprarmi una casa: che lei però, purtroppo, non ha mai potuto vedere.
Lavorava come tata tuttofare presso una famiglia: in più, all'alba, andava a fare le pulizie nei bar: nonostante fosse quasi cieca dalla nascita, e mio nonno sia morto molto prima di lei, si è presa cura di sè ( e di noi ) per tutta la vita, e sin da ultimo, con grande forza di volontà e grande dignità.
Quando ero piccola, e i miei genitori lavoravano, stavo spessissimo con lei, e facevamo insieme lunghe chiacchierate, in cui mi parlava della sua infanzia e della sua giovinezza. Nonostante non avesse studiato, aveva il dono di saper raccontare così bene, che persone e fatto ormai sepolti sembravano tangibili e vivi, lì con noi.
Era chiarissima di pelle , ed aveva due occhi di un celeste così profondo che non ho mai visto; io non le somiglio per niente: ma l'altro giorno guardando una foto che la ritraeva giovanissima, ho scoperto una piccola eredità: le "puntine" del labbro superiore...e mi sono sentita felice!
Sia lei che il mio nonno erano dei veri amanti della buona cucina: a casa loro, fin da piccolissima, ho sempre mangiato di tutto: perfino lumache, anguille ed altri cibi poco "ortodossi" per una bambina, facevano capolino nel mio piatto con grande naturalezza; di questo sono molto felice, perchè questo approccio al cibo ha fatto di me una persona curiosa, assolutamente non schizzinosa, pronta ad assaggiare e ad apprezzare qualsiasi piatto.
Mi ricordo ancora le gare che facevano nonno e nonna, quando cucinavano: si punzecchiavano e si pituccavano sulla preparazione del sugo di pomodoro, che all' uno piaceva più grossolano, all'altra più cremoso. " Te fai le pomate! " la apostrofava nonno, da Livornese doc ; lei sbuffava e faceva spallucce " O Renzino, fattelo da te, se 'un ti garba! ", e si spintonavano, e ridevano, come due ragazzini: sono sempre stati molto innamorati, ed io, come buon augurio, ho scelto come fede di nozze...la fede di mia nonna!
Quando cucino, mi sento ancora protetta ed amata da lei, perchè uso i suoi attrezzi, che ho custodito gelosamente: il forchettone, il cucchiaione, il romaiolo, il mattarello, e molti altri ; tutti me la rammentano, e mi riportano alla memoria tanti bei ricordi. Anche se cucinava per me un po' di tutto, le frittelle di mele erano il nostro rituale.
In pompa magna, come se stessi officiando qualche sacro cerimoniale, prendevo le mele renette dal piatto posto sul frigorifero, e andavo nel salottino, dove, essendo una stanza molto fredda, nonna teneva le uova, che comprava al macello sotto casa.
Era tutta un'altra cosa: altro che portauova di cartone o di plastica: nella grande conca di ceramica, si ergeva una piramide di uova (o almeno, così sembrava a me, che ero piccolina! ): era bello scegliere quello che sarebbe diventato la mia merenda: quello più a punta o quello rotondetto? quello rossiccio o quello candido? E se dentro...magia... trovo due tuorli?
Scelgo dunque questa ricetta: è semplicissima, ma è veramente significativa, per me!
FRITTELLE DI MELE di nonna Convilia
Una mela renetta
farina
un uovo
birra
latte
sale, zucchero
Preparate una bella padella dal fondo spesso, con olio alto. In un piatto mettete qualche pugno di farina, un uovo, un pizzichino di sale e uno di zucchero, in più qualche cucchiaio di latte e di birra ( non vi do le dosi, tanto, come le fate le fate, sono sempre squisite! ) sino ad ottenere una pastella abbastanza densa.Tuffateci le mele sbucciate, private del torsolo e tagliate nel senso della larghezza a rondelle alte un dito . Senza sgocciolarle più di tanto, gettatele nell'olio ben caldo. Quando saranno pronte e ben scolate su carta assorbente , cospargetele di zucchero semolato o di zucchero a velo.
Tutto qua? Direte voi. Sì, tutto qua : eppure quando ripeto questa piccola magia , la sento ancora viva ,e vicina.



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La storia che pubblichiamo oggi, è di Mamma Cesarina, nonna di due bimbi.
La foto scattata da Antonietta del blog "Ma che bel castello", sembra un'immagine di altri tempi... e fa tanto "Nonna".
Antonietta, non ha voluto scrivermi la storia di questa Nonna, ma un episodio di vita, di questa donna ottantenne, sola da qualche mese. Poche parole, ma scritte con il cuore...
Che può dire Nonna Papera? Si augura che Antonietta faccia leggere questo post a Cesarina... per strapparle un gran bel sorriso.
Con tanto affetto,
Nonna Papera.

Vi riporto, fedelmente, il testo dell'email:

ciao
ti allego una foto che ho fatto in bianco e nero, ma senza volere!
Lei è mia mamma Cesarina, 80 anni, nonna di Adriano e Amedeo! Vedova da 7 mesi ha voluto continuare la sua solita vita e ha allevato 5 capponi per il brodo di Natale.Oggi, purtroppo si è dovuti ucciderli, ma lei, forte come un leone, ha tirato su col naso e via al lavoro.Io l'ho assistita ma lei è pù svelta, più abile e in 2 ore voilà i polli sono sistemati.

"Adesso la mattina che faccio, a chi dò da mangiare, chi mi fa arrabbiare quando apro lo sportello della gabbia?" sono i suoi pensieri, ma poi" Dai, se l'inverno è mite a febbraio comperiamo 10 pulcinotti e..."
Vedete lo spirito forte di questa ragazza?

Mai si butta giù anche se poi al cimitero...una lacrima e un sospiro davanti al suo Berto!
Ciao Antonietta


Grazie Antonietta
Panna

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martedì 25 novembre 2008

LA NEVE... I MIEI RICORDI...


Oggi è scesa la prima neve, e ha riaperto l'armadio dei ricordi. La neve ha questo potere. Mi ricorda un'infanzia felice e spensierata che i miei genitori hanno saputo donarmi. Ma il ricordo della mia infanzia libera, mi trascina sempre, senza volerlo, al pensiero della nonna. La mia nonna... che mi ha cresciuta, che mi ha coccolata, che mi ha fatto giocare da bambina, che mi ha accompagnato in lunghe passeggiate nei prati, che mi ha ascoltata, che mi ha amato, che mi ha dato un grande amore, e che mi ha lasciato... prima di Natale, e che ancora mi manca, perchè penso a tutto quello che abbiamo fatto insieme e a tante altre che avremmo potuto fare assieme... come quando io ero piccina, come quando mi teneva stretta la mano e mi faceva sentire al sicuro.


Forse bastava respirare,solo respirare un po’

Fino a riprendersi ogni battito

E non cercare un attimo per andar via

Perché non può essere abitudine ...

Dicembre senza te ...

Chi resta qui spera l’impossibile... e invece no

Non c’è più tempo per spiegare

Per chiedere se ti avevo dato amore

Io sono qui e avrei da dire ancora, ancora ...

Perché si spezzano tra i denti le cose più importanti,
quelle parole che non osiamo mai

E faccio un tuffo nel dolore per farle risalire

Riportarle qui, una per una quiLe senti tu ?

Pesano e si posano per sempre su di noi

Se manchi tu io non so ripeterle

Io non riesco a dirle più ...E invece no, qui piovono i ricordi

Ed io farei di più che ammettere che è tardi .

Come vorrei potere parlare ancora, ancora.

E invece no, non ho più tempo per spiegare

Lo avevo anch’io qualcosa da sperare davanti a me

Qualcosa da finire insieme e te

Forse mi basta respirare, solo respirare un po’

Forse è tardi, forse invece, NO.

Ciao Nonna...
Panna

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mercoledì 19 novembre 2008

Ecco lo "sblocco" dello scrittore ...

Stamattina ho avuto una illuminazione, ho trovato la chiave per il lucchetto che attanagliava le mie idee e i miei ricordi … Un pensiero fantastico del mio nonno preferito che purtroppo ci ha lasciato nel 2001, dopo un periodo di malattia e sofferenza, è tornato alla mia memoria … L’ho già detto era il mio nonno preferito …. Quello che ha cresciuto me e mia sorella, che ci portava in giro in bicicletta la mattina quando la nonna era impegnata nelle faccende domestiche e non ci poteva seguire. Quel nonno a cui sono stata legatissima .. quel nonno che ancora oggi a distanza di 7 anni dalla sua morte, mi fa piangere quando lo vado a trovare al cimitero … Quel nonno che è stato per me quasi un secondo papà … Il nonno Giacomo …
Ricordo come fosse ieri, il giorno in cui ho preso la patente … Non l’avevo detto a nessuno che quel giorno avevo la prova pratica dell’esame … Sono andata all'esame e nel momento in cui l’esaminatore mi ha dato il tanto sospirato tesserino, ho pensato a quanto sarebbe stata orgogliosa di me la mia famiglia … Tornando verso casa ho deciso che l'amato nonno meritava più di tutti di vedere per primo il nuovo traguardo appena raggiunto … ho salito le scale di casa (abitava davanti casa mia quando non ero ancora sposata, infatti mi manca un po’ dove abito ora, non vedere la nonna che ancora oggi fa capolino e saluta dalla finestra!) e sono piombata in salotto … Lo ricordo come fosse ieri … se ne stava seduto nella sua poltrona, con la sua coperta di lana sulle spalle e la coperta di pile sulle gambe … e guardava la TV .. Appena mi ha visto sventolare la patente, ha fatto le lacrime agli occhi … Due occhi che non potrò mai dimenticare … due occhi di nonno orgoglioso e felice .. Il mio meraviglioso nonno …
Purtroppo la vita non mi ha dato la possibilità di fargli conoscere a fondo il meraviglioso uomo che 5 anni dopo la sua morte ho sposato … Il mio meraviglioso marito … avrebbe sicuramente approvato la mia scelta .... So che ci teneva un sacco ad essere presente al matrimonio, e so che in un modo tutto suo, lui dall’alto c’era e mi teneva una mano sulla spalla … So che si è commosso quando mi ha visto piangere sull’altare quel giorno, leggendo una preghiera dedicata soprattutto a lui … So che è stato anche quel giorno come in tutta la sua vita, fiero di me …
Quando sono un po’ giù affido le mie preghiere a lui e so che intercederà per me … So che se il mio sogno più grande sarà realizzato, lo dovrò oltre che alla tenacia mia e di mio marito, anche alle dolci preghiere del nonno … e per questo quando sarà... , l’omaggio più grande sarà per lui. E un giorno, quando avrò dei figli, spero che avranno con papà, lo stesso rapporto che io ho avuto con il mio nonno ...
Spero di non aver annoiato nessuno con questo racconto, ma ho preso dal cuore uno dei ricordi più belli e al contempo uno dei ricordi tra i più dolorosi che custodivo .. Spero di aver raccontato la mia storia nel migliore dei modi, rendendo giustizia alla meravigliosa persona che era Giacomo … il mio meraviglioso nonno …

Con affetto …

Delizia

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martedì 18 novembre 2008

BEE



E' tutto dedicato a lei, a BEE, il primo post di una Nonna che ha voluto regalarci un pezzettino di lei. E' americana, l'ho scoperta in uno dei miei tanti "blog tour" e sono rimasta folgorata. Ha voluto aderire subito all'iniziativa, e a fatica, perchè non capisce bene la nostra lingua, ci ha tempestivamente mandato le sue foto... e le foto dei suoi sette nipoti, che sono la sua gioia. E' così, che BEE, ha voluto raccontarsi con 2 bellissime foto e Nonna Papera, spera che tornerà spesso a tovarci, perchè il suo sorriso, la sua simpatia e la sua voglia di mettersi in gioco mi hanno contagiata.

Grazie BEE,
with love
Panna

per saperne di più ecco il blog di BEE: MUFFIN53

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